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Nocciolo, la varietà conta

La nocciola made in Italy è sempre più richiesta in Italia e nel mondo. Crescono così le superfici e le opportunità per gli agricoltori. La redazione di Plantgest ha realizzato questo articolo con il supporto della Soi-Società ortoflorofrutticola italiana

Nocciolo, la varietà conta - Plantgest news sulle varietà di piante

Il nocciolo rappresenta un'interessante opportunità di reddito per gli agricoltori made in Italy

Fonte immagine: © Nando Castoldi - Istock

Il nocciolo o Coryllus avellana è pianta frutticola appartenente alla famiglia delle Betulaceae. Negli ultimi anni l'interesse per questa pianta e per il suo frutto, la nocciola, è cresciuto molto grazie alla spinta positiva data dal mercato e dai consumatori. Le nocciole infatti, sono molto apprezzate sia per il consumo fresco che per la trasformazione. In base ai dati di Ismea del febbraio 2020 le famiglie italiane negli ultimi tre anni hanno incrementato il consumo di nocciole: le vendite a volume presso la Gdo sono aumentate del 6,3% nel 2019 rispetto all'anno precedente, per un valore totale di circa 38 milioni di euro.

Anche le superfici coltivate a piante di nocciolo in Italia, in base ai dati Faostat, sono in aumento: +41% dal 2010 al 2018. Nel 2010 gli ettari coltivati a nocciolo erano 55.904 mentre nel 2018 erano 78.593. In aumento anche le nocciole prodotte (valore con guscio): +47%, visto che nel 2010 sono state 90.270 tonnellate mentre nel 2018 sono state 132.699 tonnellate.

L'Italia è oggi il secondo produttore mondiale, secondo i dati Faostat del 2018. Il leader produttivo di nocciole è la Turchia con 515mila tonnellate. Al terzo posto c'è l'Azerbaijan con 52.067 ed al quarto gli Usa con 46.270 tonnellate. Complessivamente al mondo gli ettari coltivati sono 966.196 e le tonnellate prodotte 863.888.

 
Impianto coricolo nell'area di Cuneo in Piemonte
Impianto di nocciolo intensivo in areale piemontese
(Fonte fote: www.agrion.it)

Possiamo dire senza ombra di dubbio che il nocciolo rappresenta una delle eccellenze del made in Italy. La coltivazione del nocciolo rappresenta quindi un’ottima opportunità per l'imprenditore agricolo. Per avere informazioni sulla coltivazione del nocciolo è possibile leggere l'approfondimento 'Sette suggerimenti per coltivare il nocciolo' pubblicato il 7 febbraio 2020 su Plantgest.com ed il video 'Nocciolo, coltivazione da reddito' pubblicato il 15 novembre 2019 sul canale Youtube di Plantgest.
 

La scelta varietale del nocciolo

Oggi il 98% delle nocciole prodotte al mondo, come da presentazione di Roberto Botta e Nadia Valentini del Disafa dell'Università di Torino dell'11 ottobre 2019 presso l'Accademia dei Georgofili, viene destinato alla trasformazione industriale e solo il 2% viene consumato a tavola. Le principali caratteristiche, oggi richieste, delle nocciole sono: frutto sferoidale di medie dimensioni, calibro del seme 12-15 mm, pelabilità del seme dopo tostatura >80%, resa dello sgusciato 45-50%, assenza di difetti (in primis nocciole vuote, semi doppi, cimiciati, avariati, raggrinziti), eccellenti caratteristiche organolettiche dopo la tostatura. Guarda la presentazione completa di R.Botta e N.Valentini sul sito web dei Georgofili, dovre è possibile trovare le schede varietali delle principali varietà.

Ma quali sono le principali varietà coltivate in Italia? In Piemonte c'è quasi esclusivamente la Tonda Gentile delle Langhe, che dal 1993 è un'Igp. Nel Lazio c'è la Tonda Gentile Romana (la principale ed è una Dop) ed il Nocchione mentre in Campania ci sono Mortarella, San Giovanni, Tonda di Giffoni, Tonda Bianca, Tonda Rossa, Camponica e Riccia di Talanico (le prime tre sono le principali). In Sicilia ci sono la Mansa (la principale) e diversi altri genotipi. Come è visibile cinque cultivar coprono circa il 90% della produzione italiana.

 

Il nocciolo oggi può rappresentare una coltivazione dal potenziale reddito
(Fonte video canale Youtube di Plantgest)


Le principali cultivar coltivate all'estero sono: per la Turchia abbiamo Tombul, Karafindik, Mincane, Cakildake, Fosa; per l'Azerbaijan abbiamo Ata Baba (90% del totale); per gli Usa abbiamo Barcelona (50%), Ennis, Jefferson, Yamhill; per la Georgia c'è Anakliuri, Gulshishvela, Shveliskura, Berdznula; per il Cile c'è Tonda di Giffoni (60%), Barcelona cilena; per la Spagna c'è Negret (85%), Pauetet, Tonda di Giffoni.

Da segnalare alcune nuove varietà di nocciolo costituite dalla ricerca e dall'innovazione varietale di alcune Università italiane: Tonda Francescana® (Università di Perugia); Daria*, Unito 3L, Unito 119, Unito 101, Unito G1 (Università di Torino)

Diamo un'occhiata al rapporto tra le varietà e la sensibilità alle avversità biotiche. Sono due gli aspetti su cui ci si concentra: Eriofide galligeno (Phytoptus avellanae) e l'Efb-Eastern filbert blight. Per l'Eriofide la Tonda Gentile, la Tonda di Giffoni e Daria* sono sensibili; Nocchione e Mortarella sono mediamente sensibili; Tonda Romana e Tonda Francescana sono poco sensibili.
Per l'Efb la Tonda Gentile, Tonda Gentile Romana e Negret sono molto sensibili mentre Tonda di Giffoni è poco sensibile.
 

Come sceliere l'impollinatore

Tra gli aspetti più importanti della coltivazione c'è la fioritura delle piante del nocciolo e la loro capità d'impollinare. Tutte le cultivar di nocciolo conosciute sono autosterili. Negli impianti moderni va prevista la presenza d'impollinatori (meglio due cultivar in grado di coprire tutto il periodo di fioritura femminile della varietà da noi scelta). Ma come sceglierlo? E' importante valutare la reciproca ‘compatibilità’ genetica. Per avere qualche esempio è possibile guardare la tabella realizzata dal Prof. Botta e da Nadia Valentini dell'Unito, mostrata durante l'incontro del 2019 ai Georgofili ed inserita in una pubblicazione del 2018.

 
Impollinatori piante nocciolo, tabella prodotta da Università di Torino
Impollinatori delle principali varietà di nocciolo coltivate in Italia
(Fonte tabella R.Botta e N.Valentini - Università di Torino)
 

L'aspetto della fioritura

I fiori maschili del nocciolo si trovato raggruppati in una particolare infiorescenza, che prende il nome di amento, ha forma di spiga pendula e si trova in gruppi all’ascella delle foglie, sulle ramificazioni dell’anno precedente. I fiori femminili, invece, sono delle piccole gemme che emettono degli stimmi, ovvero un ciuffo rosso sull’apice che accoglie il polline dei fiori maschili. Attenzione, come detto prima, le varietà di nocciolo coltivate sono autoincompatibili, ossia il polline non è accettato dai fiori femminili della stessa varietà. In termini pratici, le varietà coltivate necessitano di un impollinatore. La fioritura dell’albero avviene in inverno, tra dicembre e marzo. Il periodo ricettivo dei fiori femminili, invece, dura circa un mese ed è compreso tra gennaio e febbraio. In questo momento deve avvenire l’impollinazione a cui segue la fecondazione. Questa fase è molto critica e dura più a lungo rispetto agli altri alberi da frutto: un andamento climatico sfavorevole può compromettere la produzione dell’anno.

Guarda su Plantgest l'elenco delle principali varietà di nocciolo oggi coltivate in Italia. Per avere informazioni sull'aspetto vivaistico o sull'acquisto di piante potete contattare Vivai F.lli Zanzi e Battistini Vivai, due dei principali vivaisti italiani di piante da frutto con una lunga tradizione verso il vivaismo corilicolo.

Questo approfondimento è stato realizzato grazie al contributo della Soi-Società ortoflorofrutticola italiana, di cui Roberto Botta è socio. Sin dalla sua fondazione nel 1953, la Soi (già Società orticola italiana) si adopera per sviluppare la cooperazione scientifica e tecnica tra il mondo della ricerca, gli imprenditori ed i professionisti del settore orto-floro-frutticolo, interessando con le sue azioni ed attività un ampio settore dell'agricoltura che include le colture arboree da frutto e da legno, le piante ortive, le colture floricole, le piante ornamentali, il vivaismo, i tappeti erbosi e la gestione del paesaggio e la tutela degli spazi a verde, con il fine ultimo di favorirne il progresso e la diffusione. La Soi promuove studi, ricerche, convegni, mostre attività editoriali ed altre iniziative attraverso le attività delle sue sezioni e dei gruppi di lavoro.

Autore: Lorenzo Cricca
© Plantgest - riproduzione riservata

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