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Organismi alieni, i muri non bastano

Nuovi patogeni minacciano l'agricoltura made in Italy. Ma creare barriere ed isolarsi non sembra la soluzione. Servono regole chiare e condivise. Franco Finelli della Regione Emilia-Romagna ha risposto ad alcune nostre domande.

Organismi alieni, i muri non bastano - Plantgest news sulle varietà di piante

Gli organismi alieni causano danni ad ecosistemi, ad attività economiche ed alla salute. L'Italia è il Paese più colpito in Europa

Fonte immagine: © Suwich - IStockPhoto

Chi ha mai visto 'Airport Security'? E' un programma televisivo australiano sulle attività di controllo, in tutti i punti d'ingresso del Paese, su cose e persone da parte delle autorità doganali, postali e di sicurezza locali. In Italia va in onda su Dmax e ne esistono versioni simili anche per altri Paesi. Nel format viene evidenziata una forte attenzione alla possibilità d'importare parassiti infestanti, portatori di varie malattie sia per gli esseri viventi in genere che per le piante.
  
Questi organismi alieni, infatti, causano danni ad ecosistemi, ad attività economiche ed alla salute. Il grande pubblico normalmente ha una scarsa consapevolezza della problematica ma sono proprio gli errati comportamenti umani uno dei principali fattori che determinano e scatenano questo fenomeno, destinato a crescere ancora visto la presenza di un mercato globale e dell'estrema dinamicità dell'uomo.

Anche l'Italia non è esente da questa problematica. Sono infatti tanti i nuovi insetti ed organismi non indigeni, la cui introduzione e diffusione nel Bel Paese sta minacciando l'ambiente e la produzione agricola. Con conseguenti rilevanti danni economici. E nel prossimo futuro ne arriveranno altri, perchè sono fuori dalla nostra porta e stanno bussando per entrare.

 
Adulto di Cimice o Asiatica halyomorpha su frutto di pero

Adulto di Cimice Asiatica o Halyomorpha su frutto di pero
(Fonte foto: © Osservatorio fitopatologico della Provincia di Modena)


Eccone alcuni esempi: dalla Popillia Japonica alla Drosophila suzukii, dal Dryocosmus kuriphilus alla Xylella fastidiosa passando per Pseudomonas syringae pv actinidaeErwinia amyloworaRhynchophorus ferrigines, Citrus tristeza virus, Tomato leaf Curli New Delhi virus, Citrus greening, Xanthomonas arboricola pv. pruni, Monilia fructicola, Coniella granati, Macrophomina phaseolina, Arthrium marii, Dactylonctria torresensis, Colletotrichum nymphaeae, Aromia bungii, Aethina tumida. Insetti, batteri e virus che si instaurano nel territorio italiano e si sviluppano senza la presenza di barriere naturali capaci di contrastarli. Questi però sono solo alcuni dei 63 nuovi patogeni pericolosi che Agrinnova-Centro di Competenza per l'Innovazione in Campo Agro-ambientale dell'Università di Torino ha individuato nell'agosto del 2017.

"La situazione in Italia e in Europa è critica e complessa - spiega Franco Finelli, del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna -". Ricordiamo che nel 2009 l'Italia è stata messa in procedura d’infrazione da parte dell’Ue (2008/2030 UE): per Bruxelles era necessario fare di più visto che il nostro sistema di controllo e di gestione del materiale in ingresso era carente. La procedura è poi stata ritirata nel 2012 grazie al lavoro di potenziamento del sistema di controllo e del servizio fitosanitario nazionale. "Pur avendo fatto molto - prosegue Finelli - non siamo comunque al massimo delle nostre potenzialità. Dobbiamo crescere ancora". In quest'ottica rientrano sicuramente le disposizioni vigenti sui controlli ufficiali (Reg. 625/2017/UE) che disciplinano le attività per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari.

 
Sintomi di Xylella fastidiosa su pianta di olivo

Sintomi di Xylella fastidiosa su pianta di olivo
(Fonte foto: © Donato Boscia del Cnr Bari, Franco Nigro di Uniba, Antonio Guario della Regione Puglia da www.eppo.int)


Nel nuovo Regolamento 66/2019/UE (GUUE n.15 del 17/01/2019) in vigore dal 6 febbraio 2019, e che sarà operativo dal 14 dicembre 2019, verrà aumentata la frequenza dei controlli ufficiali da parte degli operatori professionali autorizzati a rilasciare passaporti delle piante; uniformata la frequenza minima dei controlli ufficiali su piante, prodotti vegetali e altri oggetti aventi particolare origine o provenienza all'interno dell'Unione; uniformata la frequenza minima dei controlli ufficiali sulle piante diverse da quelle originarie o provenienti dall'Unione; aumentata la frequenza dei controlli ufficiali sugli operatori professionali autorizzati ad applicare il marchio sul materiale da imballaggio di legno.

"Una progressiva apertura delle frontiere di vari Paesi in tutto il mondo a merce - continua Finelli - ha generato un'inevitabile globalizzazione delle malattie e dei parassiti. Creando di fatto un rischio per la biodiversità europea e per le sue economie. Non dimentichiamo però che i parassiti e le malattie non rispettano i confini nazionali. Inoltre non si può pensare di controllare tutto, perchè si arriverebbe alla paralisi dell'intero mercato globale. E per questo motivo diventa necessario avere norme in tutta l'Ue utili alla protezione della nostra agricoltura. Un sistema aperto disciplinato da regole. Tra tutte ricordiamo il 'passaporto delle piante' che individuerà tutti i movimenti delle piante coltivate all'interno dell'Ue, comprese quelle ordinate tramite vendita a distanza. Senza dimenticare la formazione di 'barriere fitosanitarie', capaci di regolamentare il sistema di produzione e moltiplicazione del materiale vivaistico". Già nel 2006 Bruxelles se ne è resa conto approvando in seconda lettura un regolamento che sostituiva la Direttiva 2000/29/CE.

 
 
Sintomi di Pseudomonas syringae pv actnidiae su pianta di actinidia

Sintomi di Pseudomonas syringae pv actnidiae su pianta di actinidia
(Fonte foto: © Atlasof Plant Pathogenic Bacteria)


In base ai dati del Daisie-Delivering Alien Invasive Species in Europe, pubblicati a settembre 2018, l'Italia è uno dei paesi Europei maggiormente interessati dalle invasioni biologiche. Probabilmente a causa delle favorevoli condizioni climatiche. Si stima che sono presenti oltre 1.500 specie aliene, un terzo delle quali sono insetti. Si calcola che le specie esotiche siano pervenute al 37% dall'America, al 29% dall'Asia, al 14% dall'Africa, al 6% dall'Australia e al 14% da altri Paesi. Secondo Coldiretti il danno alle coltivazioni made in Italy ammonta ad oltre un miliardo di euro all'anno, situazione che mette a rischio di estinzione il patrimonio dei prodotti tipici italiani.

Si può verosimilmente dire che il ritmo attuale con cui arrivano queste specie fitofaghe è calcolato in circa 8 unità per anno. Un bel numero. Per quanto empirica, la 'Regola del 10% di Williamson', per la quale 'su 100 specie aliene introdotte, solo 10 si insediano stabilmente e solo 1 diventa effettivamente invasiva', dà un'idea dell’entità del fenomeno. 
Ricordiamo che questa situazione non è nuova per l'umanità. Esistono almeno due casi ecclatanti nella storia moderna: Alla fine dell’800 ad esempio la vitivinicoltura europea subì danni gravissimi a seguito dell’introduzione della Fillossera della vite (Daktulosphaira vitifoliae), e nella seconda metà dell'800 fu la pataticoltura europea (la patata era alimento base della popolazione in Europa) ad essere messa in crisi con l'arrivo della Dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata).

Autore: Lorenzo Cricca

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